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Le coperture assicurative

Il finanziamento della cessione del quinto è garantito dalla sottoscrizione obbligatoria di una polizza assicurativa per il rischio vita e rischio impiego che tutela il consumatore nel caso di morte o inadempimento/perdita di impiego. Il consumatore può scegliere tra una polizza assicurativa di ramo credito (rischio di inadempimento) o perdita pecuniaria (rischio di perdita di impiego).
Per i pensionati c’è solo la copertura rischio vita e in caso di morte del cliente l’assicurazione paga il debito residuo senza rivalersi sugli eredi.

Per i dipendenti statali l’assicurazione può essere rilasciata sia dall’INPDAP sia da una compagnia assicurativa privata, mentre per i dipendenti di aziende private solo da una compagnia di assicurazione privata.

I dipendenti statali hanno più facilità nell’accedere a questa tipologia di finanziamento, in quanto “meno rischiosi” per le assicurazioni e istituti di credito.

Il diritto di recesso dal contratto di finanziamento

Il consumatore può recedere dal contratto entro 14 giorni dalla data della firma. Per recedere non deve dare alcuna motivazione ma deve inviare, prima della scadenza del termine, una comunicazione tramite invio di una raccomandata a/r all’istituto finanziatore. Se nel frattempo il consumatore ha già ricevuto il finanziamento avrà 30 giorni di tempo per poter restituire la somma ricevuta e gli interessi maturati, nonché eventuali tasse dovute.
Nessuna penale può però essere applicata al consumatore.

Recedere dal contratto di credito significa recedere anche dai servizi accessori connessi, ad esempio le assicurazioni stipulate a copertura del credito.

Anche il finanziatore può recedere, ma deve comunicarlo al consumatore almeno con due mesi di preavviso. Può anche sospendere il credito ma deve esserci una giusta causa.

Il mancato pagamento o ritardo di una rata

Una volta sottoscritto un finanziamento è importante che il rimborso delle rate avvenga in maniera puntuale. In caso di mancato pagamento delle rate, il finanziatore può ricorrere a tutte le azioni previste dalla legge per riscuotere il credito, dai solleciti al ricorso al giudice.

Il mancato rispetto anche di una sola delle scadenze previste comporta maggiori costi, a partire dagli interessi di mora. Nei casi più gravi il finanziatore può ottenere lo scioglimento del contratto, che obbliga il consumatore a rimborsare subito tutto il debito residuo.
Il cliente è tenuto, inoltre, al pagamento di tutte le spese bancarie, di protesto e degli oneri sostenuti dall’istituto di credito per recuperare le somme dovute, oltre ad un’eventuale penale.

Un’altra conseguenza del mancato pagamento delle rate è che il finanziatore segnali come cattivo pagatore il consumatore il cui nominativo viene inserito negli elenchi della Centrale Rischi o SIC. La segnalazione può rendere difficile ottenere un credito in futuro.

Il rimborso anticipato

La legge prevede che in qualsiasi momento è possibile restituire in anticipo rispetto al termine concordato, il capitale dovuto.
Al cliente che sceglie di esercitare questa opzione verrà richiesto di rimborsare il capitale residuo ancora dovuto, maggiorato di una penale che non può essere superiore all’1% dell’importo finanziato.

Qualora il contratto non specifichi qual è l’importo del capitale residuo dopo ciascuna rata di rimborso, si deve intendere come capitale residuo la somma del valore attuale di tutte le rate non ancora scadute alla data del rimborso anticipato.

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