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Cos'è il credito ai consumatori

È un finanziamento che si può richiedere solo per esigenze personali, che riguardano vita privata e familiare. Quando serve per acquistare qualcosa, per esempio l’auto, il televisore o qualsiasi altro bene di consumo, si chiama prestito finalizzato o credito collegato e, di solito il finanziatore versa la somma direttamente al venditore.
Il finanziamento può andare da un minimo di 200 euro ad un massimo di 75000 euro.

Qualsiasi persona può richiedere un finanziamento. Per ottenerlo è però necessario dimostrare di essere in grado di restituire alle scadenze stabilite la somma ottenuta in prestito. Questa capacità si chiama merito creditizio e viene valutata dal finanziatore prima di concedere il prestito.

Tra le forme più diffuse di credito al consumo rientrano il prestito personale e la cessione del quinto.
Il prestito personale viene normalmente concesso per soddisfare generiche esigenze di liquidità. Il finanziatore versa la somma al consumatore in un’unica soluzione ed il consumatore la restituisce a rate. La cessione del quinto investe i lavoratori dipendenti (pubblici e privati) e i pensionati che si impegnano a restituire la somma avuta in prestito cedendo al finanziatore fino ad un quinto del proprio stipendio o della propria pensione. In questo caso il datore di lavoro o l’ente previdenziale trattengono la rata dallo stipendio o dalla pensione e la versano al finanziatore.

Cos'è un prestito personale

Il prestito personale è una forma di finanziamento a privati erogato da una banca o da un istituto finanziario specializzato, attraverso il quale il consumatore riceve una somma di denaro, prefissata e ad un tasso di interesse fisso, e si impegna a restituirla in maniera rateizzata entro un periodo predeterminato.

Rientra nella categoria dei prestiti non finalizzati, cioè in quelle operazioni di finanziamento non direttamente collegate all’acquisto di uno specifico bene o servizio, che possono essere richiesti per finanziare qualunque tipo di necessità; e quindi lo si può richiedere senza dover giustificare l’utilizzo che si farà del finanziamento ottenuto. La banca ne dà disponibilità direttamente al cliente che ne fa richiesta, senza l’intermediazione di un venditore convenzionato.

Il prestito personale è tra le forme di finanziamento più flessibili per il consumatore, in quanto consente la massima libertà di spesa. È l’ideale per esempio in casi in cui si devono effettuare contemporaneamente più acquisti, o anche semplicemente quando si ha la necessità di un po’ di più di liquidità. Possono essere richiesti per svariate ragioni: prestiti per le vacanze, prestiti per il benessere e la salute, prestiti per regali e cerimonie, prestiti per gli studi, o semplicemente per affrontare le spese di tutti i giorni.

In linea di massima è possibile richiedere un prestito da 200,00 euro a 75.000,00 euro. La durata del finanziamento varia da 1 anno ai 10 anni. E', inoltre, possibile decidere che l'addebito delle rate avvenga sul proprio conto corrente oppure attraverso il pagamento di bollettini postali indirizzati all'istituto finanziario, questo ultimo metodo di pagamento sempre più accantonato in quanto se ci si dovesse dimenticare o ritardare il pagamento di due o più bollettini si viene segnalati in banche dati, pregiudicando la possibilità di eventuali richieste future; quindi consigliamo che l’addebito delle rate avvenga sul proprio conto corrente, resta inteso che le regole sono identiche a quelle del bollettino.

Rappresenta la forma di finanziamento più diffusa in Italia.

Le garanzie di un prestito personale

In generale la concessione di un prestito personale non è subordinata alla presentazione di garanzie reali (diritti di pegno o ipoteche su cose di proprietà del richiedente), tuttavia prima di concedere un prestito personale, istituti di credito e società finanziarie richiedono determinate garanzie per evitare il rischio di insolvenza da parte di chi usufruisce del finanziamento.

Le garanzie sui prestiti personali sono necessarie poiché la banca, in caso di mancata restituzione del credito, non ha modo di rifarsi su alcun bene reale. Le garanzie fondamentali da fornire quando si richiede un prestito personale sono una fonte di reddito certa e continuativa e una comprovata affidabilità creditizia. Se la domanda di prestito personale proviene da un cliente con un'anzianità lavorativa recente, o se viene richiesta una somma molto elevata, la banca potrebbe imporre la firma di un coobbligato o di un terzo fideiussore, solitamente un familiare del debitore, che funga da garante e si impegni alla restituzione del debito nel caso in cui il titolare del prestito personale risultasse inadempiente.

Può accadere che in alcuni casi gli Istituti finanziatori sottopongano al richiedente un contratto che prevede la cambializzazione delle rate, oppure un’unica cambiale, in grado di garantire una parte o l’intero ammontare erogato.

Cos'è la cessione del quinto

La cessione del quinto dello stipendio, o della pensione, è una particolare tipologia di prestito personale non finalizzato( non rivolto all'acquisto di specifici beni o servizi) previsto in Italia da estinguersi attraverso trattenute dirette sul salario.

L’espressione cessione del quinto deriva dal fatto che l’importo massimo della rata di rimborso non può superare il valore di 1/5 (cioè 20%) dello stipendio mensile netto; la durata massima consentita per la restituzione dell’importo totale è di 120 mesi e la minima solitamente non è inferiore ai 24 mesi. Il termine massimo della cessione non può comunque eccedere il termine di rapporto di lavoro o di pensionamento. Nel caso dei pensionati, la scadenza non può superare il 90° anno di età.

La particolarità di questa forma di finanziamento è che il rimborso avviene con trattenuta della rata direttamente sulla busta paga. Questo fa sì che il rimborso non viene effettuato dal richiedente ma dal suo datore di lavoro (o dell’ente previdenziale nel caso di pensionati) e che il rischio di insolvenza del debitore venga abbattuto. Il datore di lavoro o l’ente previdenziale è pertanto il soggetto deputato a versare le rate a favore del finanziatore che ha erogato il prestito.
Non sono necessari garanti, fideiussioni o ipoteche, la garanzia principale è data dal salario stesso.

La cessione del quinto è destinata solo alle categorie di lavoratori dipendenti. Possono contrarre richiesta anche i dipendenti delle aziende private, ma la banca o l’ente finanziario si riserva la possibilità di valutare le garanzie. Le aziende vengono valutate per il capitale sociale, il numero dei dipendenti ma soprattutto si guarda se in passato hanno autorizzato già contratti di cessioni ad altri dipendenti.
Per chi è stato assunto da poco può essere possibile accedere alla cessione del quinto, purché l’importo richiesto non sia elevato, l’azienda sia di dimensioni medio-grandi e il contratto sia a tempo indeterminato.

Le caratteristiche e i vantaggi della cessione del quinto

La cessione del quinto è un finanziamento a tasso fisso con rimborso a rate costanti, il rimborso delle rate non viene effettuato dal richiedente bensì dal suo datore di lavoro (o dall’istituto previdenziale nel caso di pensionati) e il relativo importo è trattenuto direttamente dal netto in busta paga (o dalla pensione). Il datore di lavoro è pertanto il soggetto deputato a versare le rate a favore dell’Istituto che ha erogato il prestito.
Si parla di cessione del quinto in quanto l’importo della rata di rimborso non può normalmente eccedere la quinta parte dello stipendio netto mensile.
Non viene richiesta nessuna informazione sulla natura e motivazione del prestito; a differenza dei prestiti finalizzati, quelli cioè che vengono concessi per comprare beni di consumo.

L’unica garanzia della cessione del quinto è la busta paga; bisogna avere un lavoro stabile e dipendente: finché ci sarà uno stipendio mensile, la rata del prestito verrà pagata.
Essendo direttamente addebitato sulla busta paga, in pratica viene pagato con un bonifico fisso mensile dal datore di lavoro o dall’ente di previdenza. Questo è sicuramente un vantaggio perché così si evita di dimenticare di pagare le rate.
Un secondo vantaggio deriva dal fatto che l’importo massimo finanziabile è strettamente connesso al livello di retribuzione e di anzianità lavorativa del richiedente, e poiché il prestito può durare anche dieci anni, è possibile l’erogazione di somme abbastanza elevate. (dai 3000 ai 45000 euro).
Il debito residuo è assicurato contro il rischio di morte o di perdita di lavoro ed i tassi di interesse sono abbastanza bassi.

Le garanzie della cessione del quinto

La particolare struttura di questo tipo di finanziamento non prevede che il richiedente presenti delle garanzie reali oppure la firma congiunta di garanti, anche se in realtà viene concesso solo a coloro che abbiano una garanzia molto apprezzata: disponibilità di un reddito sicuro come quello da lavoro dipendente o da pensione. L’operazione, infatti, trova una qualche forma di garanzia nel TFR maturato dal dipendente o nella pensione spettante al pensionato che hanno una funzione di tutela per il finanziatore di fronte al rischio di perdita del lavoro, di infortunio oppure del rischio vita.

E’ prevista inoltre la sottoscrizione obbligatoria di un’assicurazione rischio vita e/o rischio impiego che garantisca, in caso di mancato pagamento, la copertura dell’importo ancora dovuto eventualmente eccedente il TFR cumulato. Per i dipendenti statali l’assicurazione può essere rilasciata dall’INPDAP o da una compagnia assicurativa privata, mentre per i dipendenti di aziende private solo da una compagnia assicurativa privata.

A ben vedere quindi la cessione del quinto dello stipendio o pensione è una forma di credito al consumo molto garantita, ed è per questo che viene concessa anche alle persone che abbiano avuto problemi di credito (segnalati nei credit bureau come CRIF o Experian) o che siano protestati.

Cos'è la carta revolving

La carta revolving è un finanziamento che rientra nelle tipologie di prestiti non finalizzati e quindi l'importo disponibile non è vincolato all'acquisto specifico di un bene o di un servizio.
Si tratta di una vera e propria fonte di denaro alle quale si può attingere ogni volta che se ne ha la necessità in quanto, pur riducendosi la disponibilità della carta ogni volta che viene effettuato un prelievo, il credito viene ristabilito attraverso il rimborso delle rate, che generalmente avviene il mese successivo.

La carta revolving è la scelta ideale per chi ha necessità di dilazionare le spese, il suo finanziamento è simile al fido e negli ultimi tempi sta avendo un successo considerevole.

Secondo le ultime rilevazione della Banca d'Italia il tasso medio d'interesse delle carte revolving per un credito fino a 1500 euro è del 16,71%, quindi decisamente più alto rispetto agli altri tipi di finanziamento.

La rateizzazione delle cifre pagate, mette questo prodotto sullo stesso livello di un prestito: per questo motivo, nel momento in cui si decide di richiederne una, non devono mancare le garanzie per ottenerne il rilascio. Vanno quindi presentati dall'intestatario i dati personali, un documento di identità valido e la copia dell'ultima busta paga.

La rata minima da versare ammonta al 4% del fido utilizzato. Nel caso di rimborso a mezzo addebitato sul conto corrente, questo avviene in automatico in un giorno prestabilito ogni mese.

Le caratteristiche della carta revolving

Con la carta di credito revolving il titolare oltre ad avere a disposizione uno strumento di pagamento, riceve un vero e proprio prestito, che può utilizzare per fare medio-piccoli acquisti o per prelevare denaro liquido.

È una carta particolare che permette di pagare le spese rateizzando gli estratti conti. In pratica, l'importo di un acquisto non viene addebitato tutto in una volta ma a rate mensili sul conto corrente del titolare.
La possibilità di pagare a rate, ovviamente implica anche dei costi da tenere in considerazione. La rateizzazione prevede infatti il versamento di interessi, che non sono proprio competitivi: solitamente sono superiori rispetto ai tassi applicati agli altri tipi di prestito. Vanno versati inoltre un contributo per l'emissione, l'attivazione ed una tassa annuale.
Il dato positivo però, è che le rate sono flessibili e le cifre delle stesse modificabili; se un cliente, in un determinato periodo, ha liquidità a disposizione, può decidere di saldare l'intero importo addebitato in un'unica soluzione.

Il vantaggio della carta revolving è quello di avere a disposizione in qualsiasi momento una certa somma di denaro, senza bisogno di avviare più volte una pratica di finanziamento.

Per fare richiesta della carta revolving è sufficiente contattare il numero verde di uno degli istituti emittenti. I fattori che vengono tenuti in considerazione prima di accettare o respingere una richiesta sono molteplici e complessi; ad esempio avere un reddito fisso dimostrabile con busta paga può spesso bastare come garanzia.
Le rate possono essere pagate anche per mezzo di bollettini postali, ed è possibile quindi avere una carta revolving pur non possedendo un conto corrente. Possono essere richieste anche da parte di chi abbia subito un protesto.

Cos'è il consolidamento debiti

Il consolidamento debiti è una particolare forma di credito al consumo che rientra nella categoria dei prestiti personali e permette di consolidare in un'unica rata più leggera i precedenti debiti assunti dal cliente, che può ridefinire la propria posizione debitoria.
Questo strumento è particolarmente utile nel momento in cui il cliente, in presenza di imprevisti, si trova nella condizione di non poter onorare tutte le rate mensili concordate con i vari istituti di credito o banche; o anche per il cliente che desidera semplificare le proprie finanze riordinando e riducendo nel modo migliore le proprie spese.
In pratica, il consolidamento debiti consente di aggregare i prestiti ancora in corso, quando si hanno molte rate da pagare, in un unico finanziamento con una sola rata, nella maggior parte delle volte, più inferiore. Il vantaggio di chi fa ricorso al consolidamento è pratico e sostanziale: piuttosto che mettersi alle prese, ogni mese, con tanti bollettini diversi, si commissiona tutto all'istituto di credito che concede un solo finanziamento.
Le rate ed i tassi sono fissi per tutta la durata del finanziamento e personalizzabili in base alle esigenze del consumatore.

Naturalmente quest'operazione comporta un allungamento del periodo di rimborso e il processo di istruttoria e fattibilità risulta abbastanza complesso e lungo in quanto è necessario ottenere la documentazione relativa ai prestiti da estinguere, nello specifico i cosiddetti conteggi estintivi, ossia documenti che attestano quanto ancora deve essere restituito.
Questi documenti possono essere richiesti direttamente dal nuovo istituto erogante, previa firma di opportuna delega.

Secondo quanto stabilito dalla legge italiana il nuovo prestito non può coprire importi oltre i 30mila euro e piani d'ammortamento che superino i 10 anni.

Chi può richiedere un consolidamento debiti

Il prestito consolidamento debiti può essere richiesto da persone fisiche o giuridiche che hanno già in essere un contratto di mutuo per acquisto casa o ottenuto prestiti personali.
Di solito per poterne fare richiesta è necessario avere un immobile di proprietà ed avere alcuni requisiti a garanzia per prevenire il rischio insolvenza, che cambiano da società a società. Ce ne sono alcuni però che sono indispensabili, come ad esempio essere dipendente a tempo indeterminato ed avere un'anzianità lavorativa di almeno 12 mesi.
In base alla tipologia di coloro che ne fanno richiesta, il consolidamento debiti può essere con o senza ipoteca immobiliare, con o senza garanzie aggiuntive, con o senza garante.

In più, concorrono alla concessione di un consolidamento altri fattori determinanti, estranei alla caratteristiche specifiche del richiedente e i principali sono:
• POLITICHE DI RISCHIO DELL'ISTITUTO: ogni istituto in fase di valutazione richiesta, applica dei propri criteri basandosi su dati statistici;
• LIVELLO DI REDDITO DEL RICHIEDENTE: tanto maggiore è il suo reddito, tanto più facile sarà ottenere il prestito;
• AFFIDABILITA' DEL RICHIEDENTE: nel caso in cui il cliente non sia stato in passato cattivo pagatore, e quindi iscritto come tale ai Crif, le possibilità di ottenere il consolidamento sono maggiori. Gli istituti di credito stimano per ogni richiesta pervenuta i livelli di rischio ad essa connessi prendendo in esame i rapporti forniti dalle Centrali Rischi.

Le garanzie del consolidamento debiti

Per la concessione di un finanziamento consolidamento debiti le banche, o gli istituti di credito, non richiedono la presentazione di garanzie reali; può però succedere che in alcuni casi per evitare il rischio di insolvenza, il richiedente sia sottoposto alla stipulazione di un contratto che prevede la cambializzazione delle rate, così da poter garantire una parte o l'intero ammontare erogato.
L'eventuale richiesta di garanzie è a discrezione dell'istituto, che decide di volta in volta, a seconda del profilo di rischio dell'operazione e del singolo richiedente.
Nel caso quest'ultimo sia disoccupato, cattivo pagatore o non abbia busta paga, la banca chiederà ovviamente più garanzie; la forma più utilizzata è la firma di un coobligato o di un terzo fideiussore, che si fa garante del buon esito dell'operazione.
Se invece il cliente può contare su un proprio stipendio o su altre entrate fisse (mensili o annuali), non necessita di particolari garanzie perché considerato cliente solvibile e può chiedere il prestito a firma singola.

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